28 maggio 2012

Natural Remedies di Athena's per il viso


Novità a marchio Athena's! La Natural Remedies si arricchisce di tre prodotti specifici per il viso, direi uno più invitante dell'altro: latte detergente e tonico 2 in 1, crema giorno anti-age, siero contorno occhi.
Come dicevo in precedenza, adoro questa linea e non perdo occasione per consigliarla, sono pronta a scommettere che non deluderebbe nessuno. 
Le composizioni sono buone sotto tutti i profili (vegan & eco-bio), la fragranza è semplicemente fantastica, le prestazioni sono ottime e il rapporto qualità-prezzo va bene. L'azienda è cruelty-free, va da sè! Che altro?!


Ho visto i nuovi prodotti dal vivo proprio qualche giorno fa al solito NaturaSì vicino casa, e stranamente non sono ancora disponibili sul negozio ufficiale Athena's ma suppongo arriveranno presto, comunque segnalo con piacere che invece sono reperibili subito su: EmporioEcologico e BioCosmesiOnline.

NaturaSì - Via dell'Arcadia, 71 - 00147 Roma

Che dire, alle prossime necessità non mancherò certo di provare anche queste nuove chicche, e voi? Ricordo che su BioCosmesiOnline la spedizione è gratuita con ordini di soli 25 euro...nel caso non vale neanche la pena di perdere tempo a girare per la città, pochi click e il gioco è fatto. E se poi avete accumulato eco-punti su EmporioEcologico, lo sapete già, risparmiate i costi accessori anche lì e il servizio è impeccabile!

25 maggio 2012

Acido stearico? Basta distinguerlo!


L'acido stearico (acido ottadecanoico) è una sostanza che si estrae dai grassi ed è di largo consumo, si presta infatti a vari utilizzi ed è facile trovarla nelle composizioni cosmetiche per le sue proprietà emulsionanti e stabilizzanti. Ne è consentito l'uso anche nella cosmesi eco-bio, e diciamo quindi che la sostanza in sè non deve destare preoccupazione, tuttavia, nasconde qualche insidia per il consumatore che vuole evitare sostanze di derivazione animale.
Ovviamente non è l'unica su cui dover indagare in questo senso, basti pensare alla comune glicerina, però mi sembra una di quelle che possono passare più facilmente inosservate in presenza di INCI molto lungo.

Come dice qui il Vegetarian Resourse Group, e ne troviamo conferma su molte altre fonti, per esempio la lista della Vegan Society oppure qui, quiqui, qui e qui, l'acido sterarico può essere sia di orgine animale (mucca, maiale) quanto vegetale (karitè, palma, etc.).

(materia prima 100% vegetale Aroma-Zone)

Dunque non abbiamo dubbi quando il cosmetico che ci interessa è indicato come vegan, o l'azienda produttrice dichiara che l'intero assortimento è privo di ingredienti di orgine animale, ma parlando in linea generale è sempre meglio controllare le etichette con attenzione e, ove presente tale ingrediente, verificare che ne sia indicata l'origine vegetale. In assenza di specifiche non si sbaglia mai a chiedere chiarimenti al produttore.
A me è capitato di trovarmi in una situazione del genere proprio recentemente, avrei voluto provare una nuova crema made in France che mi ispirava molto ma la mia email non ha ricevuto risposta...nel dubbio ho rinunciato puntando l'attenzione altrove.

Tanto per fare un esempio concreto in positivo: la San.Eco.Vit (aziende italiana tra le migliori per etica a qualità) utilizza sì l'acido stearico (glossario qui) però chiarisce a monte la questione. Insomma, basta solo un pò di attenzione e alla fine anche con questo ingrediente non ci sono grandi problemi!

24 maggio 2012

Novità Pedrini: smalti Magnetic & Mineral 3D


E finalmente sono disponibili gli smalti 3D in versione cruelty-free, ci ha pensato la Pedrini! Avviso subito, e con piacere, che tutti i colori della linea sono vegan-friendly, mi è stato confermato direttamente dall'azienda. Temevo che in alcuni potesse nascondersi il temibilissimo carminio ma per fortuna, no, andiamo tranquille al 100%.
Ricordo brevemente che l'azienda qualche tempo fa è passata all'autocertificazione (gratuita) e per questo motivo non la troviamo più nella lista LAV, però non ha affatto cambiato policy e finchè è elencata in positivo su VIVO è da ritenersi in regola per l'aspetto cruelty-free.

Ma vediamo i dettagli tecnici dello smalto Magnetic & Mineral 3D:

Lo smalto Magnetic & Mineral 3D contiene speciali particelle minerali che vengono attratte da una calamita in grado di orientarle, creando originali sfumature ed effetti tridimensionali sull'unghia. Assicura luminosità estrema, copertura perfetta e buona tenuta, sia su unghie naturali, sia su unghie ricostruite con gel o acrilico. La sua formula, priva di formaldeide e toluene, non danneggia l'unghia, contribuendo a mantenerla in buono stato.

Ed ecco qui i colori, non sono uno più bello dell'altro?



Ingredienti/Ingredients: Butyl Acetate, Ethyl Acetate, Nitrocellulose, Adipic Acid/Neopentyl Glycol/Trimellitic Anhydride Copolymer, Acetyl Tributyl Citrate, Isopropyl Alcohol, Stearalkonium Hectorite, Styrene/Acrylates Copolymer, Acetone, Stearalkonium Bentonite, Lecithin, Silica, Paraffinum Liquidum (Mineral Oil), Iron Powder, Mica, Solum Diatomeae, Tin Oxide, Synthetic Fluorphlogopite, Aluminum Hydroxide. +/- May Contain: C.I. 77891 (Titanium Dioxide), C.I. 77499 (Iron Oxides), C.I. 77742 (Manganese Violet), C.I. 77510 (Ferric Ammonium Ferrocyanide), C.I. 19140 (Yellow 5 Lake), C.I. 77000 (Aluminum Powder), C.I. 73360 (Red 30 Lake), C.I. 42090 (Blue 1 Lake), C.I. 77289 (Chromium Hydroxide Green).


8 ml - € 9.90

Ancora tentazioni per noi? Temo proprio di sì...guardando il video sarà molto difficile non pensare di provarne uno il prima possibile, e ascoltate anche l'audio perchè spiega come utilizzare correttamente il prodotto. Forse qui le unghie lunghe però sono essenziali, voi che dite, sui piedi l'effetto creativo sarebbe limitato?


Per acquisti immediati c'è l'e-shop, attualmente le spedizioni sono gratis per ordini di almeno 35 euro, ma i cosmetici Lepo/Pedrini sono facilmente reperibili anche in erboristerie e simili. Chi preferisce acquistare dal vivo può comunque consultare l'elenco dei punti vendita visionabile qui.

22 maggio 2012

Mamone Capria: difendere la vivisezione come “ricerca di base”


Un nuovo articolo a cura del presidente della Fondazione Hans Ruesch. E' stato pubblicato ieri proprio sul sito della Fondazione ed è disponibile anche in formato pdf scaricabile sulla home page. L'articolo è abbastanza lungo ma merita di essere letto integralmente:

Difendere la vivisezione come “ricerca di base”
In Italia i media sono stati nelle ultime settimane invasi da interventi a favore della vivisezione. Ciò si deve soprattutto alla risonanza avuta da alcuni successi ottenuti dal movimento antivivisezionista (scimmie della Harlan, cani beagle di Green Hill). Quindi, a me, oppositore della sperimentazione animale invasiva (storicamente e comunemente detta “vivisezione”, anche se il termine non piace a chi la pratica), tale massiccia reazione appare di buon auspicio.

Avendo scritto abbastanza estesamente sull'argomento1vorrei limitarmi qui a smascherare una strategia retorica relativamente nuova e che i vivisezionisti (cioè i partigiani della vivisezione) stanno adottando in misura crescente. Ricorda molto da vicino un gioco da fiera di antiche tradizioni, il cosiddetto “gioco delle tre carte”. Questo gioco, come il lettore saprà, consiste nel deviare l'attenzione degli astanti in modo che siano indotti a puntare su una delle due carte sbagliate e mancare quella giusta. 

La strategia retorica a cui alludo procede in maniera analoga: a chi chiede perché mai dovremmo permettere, e in buona parte, come contribuenti, finanziare la vivisezione, i vivisezionisti (V) rispondono: “Perché solo così si può permettere alla medicina di progredire”. Allora gli oppositori (AV) citano qualcuna delle tante crisi sanitarie causate nell'ultimo mezzo secolo dall'illusione di poter applicare i risultati della sperimentazione animale alla medicina, e il dialogo prosegue più o meno così:

V: – Ma noi non diciamo che i risultati ottenuti sugli animali siano immediatamente applicabili alla medicina!

A: – Tuttavia le estrapolazioni che hanno portato alle citate catastrofi erano state considerate scientificamente legittime dalla vostra comunità professionale...Ma, comunque sia, accettiamo questa ritrattazione: come potete allora continuare a sostenere che senza la vivisezione si arresterebbe il progresso medico?

V: – Lo sosteniamo perché gli esperimenti su animali, anche se non possono essere direttamente applicati all'uomo, fanno parte della cosiddetta “ricerca di base”, e senza ricerca di base non può esserci progresso medico.

Notate lo spostamento dell'attenzione: all'inizio la vivisezione viene presentata come se fosse uno strumento essenziale di scoperta medica, alla fine ci si chiede di considerarla come una branca importante della ricerca di base, cioè di quel tipo di ricerca che, essendo guidata dalla curiosità dei ricercatori, non ha in sé stessa scopi applicativi, anche se potrebbe, alla lunga e per vie traverse e imprevedibili, suggerire qualche applicazione utile.

18 maggio 2012

Bulldog Natural Skincare: cosmesi da uomo


Ragazzi è da un pò che sul blog non si parla di cosmesi al maschile...Oggi vi dedico un nuovo spazio segnalandovi un'altra fonte per acquisti a marchio Bulldog, e questa volta con spedizione gratis!
Il brand ve lo avevo presentato l'anno scorso e ormai sarà finito nel dimenticatoio, vero? Allora ricordiamo almeno gli essenziali: nessun ingrediente di origine animale, azienda BUAV approved, produzione made in UK.


Le composizioni in linea generale sono eco-friendly, alcune lo sono più di altre ma il rapporto qualità-prezzo è sempre buono. L'assortimento comprende i classici prodotti prettamente maschili come il gel da barba, e poi trovate anche il gel doccia, il detergente specifico per il viso, e sempre per il viso ci sono varie creme idratanti e perfino lo scrub:


Le prestazioni? Beh, per il momento qui a casa si usa regolarmente la crema per pelli sensibili che è veramente ottima ma sono sicura che anche gli altri prodotti Bulldog non deluderebbero, una prova è senz'altro consigliata.
Passate a curiosare su Feelunique - FREE DELIVERY WORLDWIDE - e se siete ispirati non esitate, approfittatene subito per testare qualcosa. Buono shopping e fatemi sapere!

11 maggio 2012

Coniglietto sì, ma che sia quello giusto!


Purtroppo nell'immaginario collettivo alcuni "bollini" vengono considerati validi per l'aspetto cruelty-free anche se nella realtà poi non lo sono, uno dei più gettonati in questo senso è sicuramente il coniglietto PETA di cui parliamo oggi.
In passato io per prima ho peccato di superficialità dando per scontato che l'approvazione della nota organizzazione statunitense per i prodotti cosmetici fosse totalmente sicura (ne parlavo qui), quindi capisco perfettamente che altri facciano lo stesso errore di valutazione e certo non voglio criticare nessuno, solo che mi spiace molto quando in rete vedo equiparare aziende che hanno linee di condotta totalmente diverse fra loro.
Su queste pagine si è ripetuto spesso, anzi diciamo pure troppo, che lo Standard del non testato riconosciuto a livello internazionale richiede espressamente una Fixed Cut-Off Date aziendale che naturalmente deve essere rispettatta da tutti i fornitori di materie prime. Va poi da sè che anche l'assenza di sperimentazione animale sul prodotto finito faccia parte del "pacchetto".

Il logo di riferimento è il seguente Leaping Bunny da non confondere con altri in circolazione:


In Italia è la LAV che rappresenta ufficialmente lo Standard internazionale e trovate le linee guida qui, la procedura per aderire invece è visionabile nel dettaglio qui.

Ma spostiamoci subito sul sito di riferimento statunitense per fare il confronto odierno. Questo è in sintesi il passaggio cruciale del disciplinare visionabile integralmente qui:

1. The Company does not and shall not conduct, Commission, or be a party to Animal Testing of any Cosmetic and/or Household Products including, without limitation, formulations and Ingredients of such products.
2. The Company does not and shall not purchase any Ingredient, formulation, or product from any Third Party Manufacturer or Supplier that conducted, Commissioned, or had been party to Animal Testing on said Ingredient, formulation, or product after the Company’s Fixed Cut-off Date. If a formulation, Ingredient, or product is found not to comply with the Standard, the Company will replace it with an alternative that complies with the Standard’s criteria or remove it from the product range.

Ora, il punto fondamentale che a volte sfugge, è proprio che lo Standard PETA non prevede alcuna Fixed Cut-off Date aziendale rendendo inutile la certificazione, in sostanza senza questa famosa "data fissata" i produttori possono usare nuovi ingredienti di sintesi senza limiti e, così facendo, incentivare ancora la vivisezione.
Ovviamente non è scontato che le aziende inseriscano nuove sostanze nelle proprie formulazoni, ma senza avere garanzie precise per il consumatore è piuttosto difficile saperlo.
Vediamo a confronto l'essenza del disciplinare PETA che potete leggere integralmente qui (il file pdf può richiedere qualche secondo ad aprirsi), oppure trovate i dettagli anche tra le FAQ qui:

All companies that are included on PETA's cruelty-free list have signed PETA's statement of assurance or provided a statement verifying that neither they nor their ingredient suppliers conduct or commission any animal tests on ingredients, formulations, or finished products.

Notate il requisito mancante? In pratica garantisce solo che l'azienda e i propri fornitori di materie prime non effettuino/commissionino sperimentazione animale, sia per il prodotto finito che per i singoli ingredienti, e ci si dimentica che questo è quello che avviene di norma in quasi tutti i paesi (la Cina è ancora un'eccezione) e niente di più. Gli ingredienti di sintesi richiedono valutazioni di "sicurezza" a monte, da chi vuole immetterli sul mercato per primo, e non dal produttore finale.
Con quel criterio praticamente quasi tutte le aziende cosmetiche potrebbero essere approvate PETA, e infatti in lista troviamo marchi come Aveda (ne parlavo qui) e perfino Revlon che è boicottato altrove (altri dettagli qui) e mai ha aderito allo Standard internazionale.
Va anche detto che per il momento il divieto di sperimentare su animali il prodotto finito è in vigore solo in Europa, quindi tale clausola può anche avere un minimo di valore per certe produzioni estere, ma questo di certo non basta per definirsi cruelty-free. 
Morale della favola, salvo ci sia anche il Leaping Bunny (svariate aziende li hanno entrambi), quando vediamo unicamente il coniglietto PETA non abbiamo alcuna certezza che i cosmetici in questione siano realmente in regola:

 

Sinceramente continuo a chiedermi come si possa proporre come cruelty-free un'azienda che non ha preso una posizione ben precisa, e ogni tanto passo a controllare eventuali news nella speranza di vedere aggiornato il disciplinare...ancora niente di nuovo su quel fronte.
Per dovere di cronaca avviso che PETA UK, invece, promuove le aziende approvate BUAV, cioè proprio quelle aderenti allo Standard internazionale, e anche questa differenza di approccio mi risulta incomprensibile.

Ricapitolando, le aziende statunitensi e canadesi da tenere in considerazione sono quelle elencate alla voce "shopping guide" sul sito CCIC:


Inoltre sul sito è possibile scaricare la stessa lista in formato pdf, e c'è anche la guida globale del 2012 sempre in formato pdf, quest'ultima però in data odierna non era perfettamente aggiornata e alcune aziende italiane mancavano all'appello, ma insomma...per le "nostre" non abbiamo certo carenza di informazioni!


Per le eventuali "parent companies" vi rimando direttamente alle note qui così non apro un'altra parentesi. In conclusione, occhio ai dettagli e diffidare sempre delle imitazioni!

05 maggio 2012

SpaRitual: water collection & gentle remover


Segnalando segnalando, sono caduta in tentazione! Avevo sempre visto lo smalto da unghie come qualcosa di troppo femminile per me, poi ultimamente mi è venuta la curiosità di provarlo sui piedi ed ho realizzato che in fondo può andare bene anche per "maschiacci" come la sottoscritta. A dirla tutta inizio a capire perchè siano articoli di così largo consumo, adesso senza smalto i piedi mi sembrano addirittura "nudi". Impressione comune o sono strana io?
Per il mio primo test a marchio SpaRitual ho scelto il colore Deep della nuova collezione Water...amore a prima vista. Eccolo qui in tutto il suo splendore, di base è un grigio scuro ma dal vivo punta un pò al blu violaceo:
 

E poco dopo ho ricevuto in dono il mini kit della "Water Collection", graditissimo regalo di compleanno che un'amica (grazie ancora P.) mi ha fatto recapitare a casa direttamente da Feelunique. Potete immaginare l'emozione che ho provato aprendo il pacchetto?!

Deep - Hidden Reef - Lucid - Ebb & Flow

Tra l'altro con l'occasione ho avuto modo di sperimentare anche il servizio di Feelunique, giudizio assolutamente positivo. Il tutto è arrivato a destinazione in perfette condizioni con tanto di bigliettino di auguri e confezione regalo:


I colori per i miei gusti sono veramente tutti stupendi però non sono riuscita a scattare una sola foto decente alle mie unghie, nel caso per farsi un'idea consiglio di curiosare in rete dove se ne trovano di ottime.
La tenuta dello smalto mi sembra molto buona (in riferimento ai piedi) e non inferiore a quella di altri prodotti cruelty-free di qualità standard che ho provato recentemente.
In quanto a resa, invece, trovo siano un pochino meno coprenti e sono necessarie almeno due belle passatine per avere un buon effetto finale, tenendo sempre presente che la mia non è affatto una mano esperta e una nail polish addicted potrebbe sicuramente ottenere risultati migliori in minor tempo.

Ricordo che gli smalti non contengono il trio di sostanze più famigerate del settore: Formaldehyde, Toluene & DBP (Dibutyl phthalate).

C'è da dire che ormai i prodotti 3-Free sono abbastanza diffusi, e veramente ce ne sono anche di migliori a base acquosa, il problema è che non tutti i produttori in questione hanno adottato anche la Fixed Cut-Off Date policy come richiede lo Standard del non testato...non facciamoci incantare dalle pseudo-certificazioni cruelty-free in circolazione. SpaRitual è una di quelle aziende con le carte in regola al 100%!


Passando al solvente, non contiene acetone ma il primo ingrediente è comunque il MEK che, a quanto si può leggere sul web, è una sostanza molto simile seppur con qualche caratteristica diversa. 
E poi, come accade spesso, troviamo opinioni contrastanti infatti qualcuno ne suggerisce una come migliore dell'altra e viceversa, quale sarà la verità? Penso proprio che nessuna delle due sostanze possa essere considerata ecologica ma dipende sempre molto dall'uso che se ne fa.

Per quanto mi riguarda il Gentle Lacquer Remover è promosso e consigliato perchè funziona alla grande con piccole dosi e il flacone da 118ml dura a lungo, e rimuove perfettamente anche gli smalti di qualità "standard", appunto.
L'odore tutto sommato è gradevole e più delicato del classico acetone, il rapporto qualità-prezzo è buono. Nel caso specifico la composizione è anche arricchita con sostanze idratanti come la glicerina e l'olio di mandarino che alla lunga dovrebbero prevenire il danneggiamento delle unghie:


Per acquisti a marchio SpaRitual in Italia suggerisco nuovamente Merry Cherry Vegan a Milano. Ragazze se siete in zona non perdete l'occasione per deliziarvi dal vivo, e in negozio avete la fortuna di trovare anche la roba BWC!
E per ordini dall'estero consiglio i soliti e-shops inglesi: Lucy Rose che ha in assortimento anche i due levasmalto (spese di spedizione variabili), e Feelunique che offre la spedizione gratis ma, stranamente, al momento non vende i solventi di questo marchio.